Associazione Rosso Nove

consumo di suolo ZERO

L’ex ospedale cuore della città

rigenerazione urbana

E’ di pochi giorni fa l’articolo della rivista “altreconomia” dedicato alla crisi abitativa ad Albenga e di oggi l’articolo che ci informa che l’ex ospedale di Albenga va all’asta, di nuovo.

Ho chiuso gli occhi e provato ad immaginare

Entro nell’ex ospedale di Albenga attraverso un piccolo cortile alberato, che diventa subito il simbolo della nuova vita dell’edificio. Le parti storiche, più pregiate dal punto di vista architettonico e vincolate dalla soprintendenza sono state sottoposte a restauro accurato e accolgono sale luminose dedicate a mostre, laboratori creativi e iniziative culturali, dove cittadini e visitatori possono partecipare ad attività artistiche o semplicemente ammirare il patrimonio recuperato. L’ atmosfera combina memoria e innovazione, con archi antichi che convivono con spazi moderni e funzionali. Le ali più recenti dell’edificio, ma degradate sono state demolite, liberando spazio per un giardino urbano aperto a tutti, con panchine, percorsi pedonali e aree verdi che offrono un’oasi di relax nel cuore del centro storico. Ci sono bambini, famiglie e anziani che passeggiano, chiacchierano e che semplicemente si godono un momento all’aperto.
Buona parte di tutto il complesso è stata trasformata in abitazioni, sono residenze sociali; giovani, famiglie e anziani trovano un ambiente sicuro e accogliente, perfettamente integrato con il centro urbano, senza consumare nuovo suolo e valorizzando immobili esistenti. Ci sono anche piccole attività commerciali compatibili, come caffetterie, botteghe artigiane e spazi di coworking che animano il complesso, creando un luogo vivo e accessibile a tutti, capace di attrarre anche turisti e visitatori. Così il complesso dell’ex ospedale di Albenga è diventato cuore pulsante della città, dove cultura, socialità, verde e residenze e soprattutto abitanti convivono armoniosamente, trasformando un’area abbandonata con edifici fatiscenti in un simbolo di rigenerazione urbana, identità storica e comunità viva. Ogni angolo racconta una storia: della città, della sua memoria e della sua capacità di reinventarsi, offrendo spazi dove il passato incontra le esigenze del presente e le prospettive del futuro.

Se, come dice il Sindaco nell’articolo, l’obiettivo principale è davvero l’interesse pubblico, allora l’acquisizione e la gestione dell’immobile devono restare in mano al Comune o a un ente pubblico. Affidarlo a soggetti privati significa inevitabilmente sottostare alla logica di massimizzazione del profitto, che spesso finisce per penalizzare spazi pubblici, edifici di edilizia sociale, cultura, e verde urbano.

L’esperienza di molte altre città lo dimostra chiaramente: numerosi edifici ex pubblici, una volta venduti ai privati, sono stati trasformati in residenze di lusso, centri commerciali o strutture esclusivamente orientate al guadagno, senza generare benefici reali e duraturi per la comunità. Basta guardarsi intorno, vicino e meno vicino, per vedere gli effetti di molte cosiddette “riqualificazioni” che non sono altro che operazioni speculative, che hanno spesso prodotto esclusione, consumo di suolo e perdita di identità urbana.

Un’acquisizione pubblica, inoltre, consentirebbe di preservare e valorizzare il patrimonio storico sottoposto ai vincoli della Soprintendenza, garantire trasparenza e accesso pubblico nelle scelte di utilizzo dell’edificio e pianificare interventi integrati e di lungo periodo. In questo modo, residenze, cultura, verde urbano e attività commerciali compatibili potrebbero convivere in un progetto di rigenerazione urbana capace di rispondere realmente all’interesse collettivo e al futuro della città.

https://altreconomia.it/il-lavoro-non-manca-ma-la-casa-ad-albenga-e-un-problema-per-tutti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *